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Le Memorie di Pinocchio
Le Memorie di Pinocchio
spettacolo teatrale liberamente ispirato al racconto
"Le Avventure di Pinocchio" di Carlo Collodi


con Silvia Civilla e Annalisa Legato
musica e testi Alessandro Bongi
regia Silvia Civilla

Lo spettacolo si ispira al famoso racconto "Le avventure di Pinocchio" scritto da Carlo Lorenzini, meglio conosciuto come Carlo Collodi.
Il nostro Pinocchio è un narratore, inserito nella scena all'interno di una stanza, una cucina in miniatura, ricca di particolari e di meccanismi che costituiscono davvero una grande sorpresa per i bambini e anche per i grandi che assistono a questa magica e raffinata trovata scenica.
Seduto su una sedia, racconta ai bambini le vicende più importanti della propria vita, quando il suo essere vagava ancora fra la fragilità, l'insofferenza e l'inconsapevolezza di una "mente di legno" e la sicurezza, l'ubbidienza e la serenità del suo stato di essere "quasi umano".
Noi ci siamo presi la licenza, dobbiamo dire con grande divertimento, di dare un personale "dopo scena" ai personaggi chiave della storia di Pinocchio.
C'è, per esempio, il Grillo Parlante che, dopo la martellata ricevuta dal nervoso burattino, si ritrova a narrare la sua vicenda ed espone le ardue problematiche legate alla faticosa missione di saggio. Seguono il Gatto e la Volpe, che mettono a segno il furto ai danni del povero burattino, ma, come è giusto, non riescono a goderne serenamente i frutti perché sovrastati dalla loro insaziabile cupidigia.
La storia continua con l'arrivo della Fatina dai capelli turchini che, in groppa ad una grintosa bicicletta, denuncia una certa stanchezza dovuta all'eccessivo lavoro che i tempi moderni le procurano ed una sorta di delusione nel constatare come la gente, al giorno d'oggi, abbia dimenticato il valore dell'essere "riconoscenti" verso chi ti aiuta. Si va avanti così verso le vicende di Lucignolo, Geppetto, il Postiglione, ecc.
La narrazione viene spesso interrotta dall'intervento di due Clowns che, come in un circo, si "intromettono" per concedere al pubblico uno spazio-pausa in cui si possa sviluppare quell'inconscio processo riassuntivo che conduce lo spettatore a pensare ed a capire.
La figura del Clown ha grande importanza in uno spettacolo in cui il bambino è principale fruitore della morale espressa; ciò perché per il pagliaccio il bambino è, senza dubbio, un maestro meraviglioso.

Il nostro Pinocchio ha cercato di mantenere intatte quelle che erano le caratteristiche basilari dell'opera Collodiana: morale semplice e pratica, vivacità spontanea del linguaggio, semplicità e fantasia.
Ci siamo però riservati di dare un taglio personale all'ottica interpretativa ed allo sviluppo narrativo dell'intera storia. Ciò implica la creazione di un rapporto bivalente fra pubblico (i bambini) e attori che è alla base dell'ideale artistico-didattico da noi perseguito.
Il bambino è parte dello spettacolo; lo modifica, lo carica di significati ogni volta diversi, validi ed educativi.
Musica, maschera, danza e tecniche di attore sono impiegate come basi di lancio da cui inviare gli impulsi necessari a far si che il messaggio sia perfettamente fruibile. La loro fusione crea un impasto ricco di contenuti e, al tempo stesso, accessibile alle diverse fasce di età:

  • la musica, dà spessore interpretativo e psicologico ai personaggi ed ai loro caratteri;
  • la danza, rinvigorisce le azioni con spazi di comicità muta durante i quali l'attenzione fisica richiesta eguaglia quella mentale;
  • la maschera, costringe il corpo dell'attore ad uscire dalla neutralità obbligandolo ad assumere profondi atteggiamenti espressivi. Essa ha, originariamente, un carattere zoomorfico; da qui l'atteggiamento fisico di tipo animalesco, grottesco ed esagerato che l'attore si sente spinto a prendere in base al "nuovo volto" che indossa;
  • l'attore, con la sua sensibilità, legge in tempo reale le diverse esigenze ed aspettative del pubblico al variare dell'età ed estrae dal bagaglio della sua preparazione le forme espressive più idonee.

Deborah De Blasi

GALLERIA FOTOGRAFICA
in preparazione
NOTE TECNICHE
Le Memorie di Pinocchio
Anno di produzione
1991
Genere
teatro d'attore, clown, maschere, burattini
Età consigliata
6-12 anni
Durata
60 minuti
Spazio scenico
larghezza 6 m
profondità 6 m
altezza 4 m
Carico elettrico
4 kW
Altro
Gli spazi devono essere completamente oscurabili (la compagnia provvederà a fornire i materiali)
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